Una conversazione con Fabio Marchi, direttore generale di Astori Tecnica

Una conversazione con Fabio Marchi, direttore generale di Astori Tecnica

Un’eccellenza nazionale attiva in tutto il mondo con cui Eoptis è fiera di collaborare

 

Astori Tecnica è un’eccellenza bresciana, e la sua storia sembra incarnare il dinamismo del miglior manifatturiero italiano. Nata nel 1959, ai tempi del mitico Boom, non ha più smesso di crescere e innovare. Specializzata nella fornitura di prodotti e strumenti di qualità per i laboratori di analisi agroalimentari, opera anche in altri settori strategici come il farmaceutico, il cosmetico, l’ambientale. È attiva in tutti e cinque i continenti, dal Giappone al Kenya, dagli Stati Uniti all’Australia (grazie anche a una capillare rete di distributori); vanta un team di sedici persone, e un fatturato in crescita, nonostante la serrata competizione internazionale.

 

Astori Tecnica è uno dei partner di Eoptis, tech company specializzata nella visione artificiale e nei processi di controllo qualità sulla produzione. Per conoscere meglio quest’azienda bresciana così dinamica ci siamo confrontati con il suo direttore generale Fabio Marchi, milanese con un background in ambito chimico-farmaceutico.

 

La conversazione

Ci può raccontare brevemente la storia di Astori Tecnica?

L’azienda è nata nel 1959, quindi vanta più di sessant’anni di attività. Prima aveva la sua sede a Brescia, poi si è trasferita a Poncarale, dove ha potuto espandersi con capannoni in grado di ospitare la produzione, il controllo qualità, gli uffici e così via. Nei decenni Astori Tecnica si è ingrandita molto. Inizialmente vendevamo solo prodotti e strumenti per i laboratori dell’università; poi abbiamo ampliato moltissimo l’ambito di attività, e abbiamo cominciato a fornire prodotti e strumentazione scientifica di nostra produzione anche per i laboratori di analisi, principalmente agroalimentari.

Più di recente si sono aperti altri settori dal grande potenziale, come il farmaceutico, l’ambientale, il cosmetico; e abbiamo costruito, negli ultimi anni, una rete di distributori stranieri specializzati in modo da ampliare le vendite a livello internazionale. Oggi possiamo dire di avere distributori in tutto il mondo, in tutti e cinque i continenti; abbiamo, nel complesso, una rete di un centinaio di distributori, molto competenti e capaci.

 

 

Nell’agroalimentare vantate tantissima esperienza.

Esatto. Nel lattiero-caseario in particolare, però negli ultimi anni siamo entrati pure nel settore delle produzioni dolciarie, delle produzioni di ingredienti alimentari, degli integratori e così via. Ma come dicevo poco fa operiamo anche nel farmaceutico; per esempio in Bangladesh siamo conosciuti per i nostri osmometri.

 

Oltre a produrre tecnologia d’eccellenza, Astori Tecnica importa anche dall’estero?

Esatto, produce ma non si limita a produrre. Importa anche, magari con diritto di esclusiva per la distribuzione in Italia o (in certi casi) Europa. E ovviamente distribuisce tecnologia italiana di altissimo livello, inclusi i prodotti Eoptis.

 

 

A livello prodotti quali sono i vostri cavalli di battaglia?

Tutti gli strumenti di nostra produzione per il settore lattiero-caseario, per l’analisi del latte o di latticini, nonché altri strumenti che si rivolgono al settore microbiologico, alimentare ma non solo. Un altro nostro cavallo di battaglia è la già citata linea di osmometri, naturalmente per il mercato farmaceutico, grazie alla quale siamo riusciti a entrare anche in quel settore, non solo a livello nazionale ma globale.

 

La vostra è un’offerta senz’altro molto variegata. 

Esatto. Un altro punto di forza, vorrei aggiungere, è il nostro servizio di assistenza tecnica (anzi: tecnico-applicativa), capace di seguire il cliente nella gestione delle fasi analitiche più complesse. Per noi il cliente è davvero tutto, e lo dimostriamo concretamente con l’attenzione che dedichiamo a ogni sua esigenza. Mettendolo al centro.

 

Il vostro è un catalogo molto vasto: si va dagli sterilizzatori e pastorizzatori alle bilance, dalle micropipette alle centrifughe e ai multidispensatori…

Sì, esatto. Consideriamo per esempio le autoclavi TERRA Food-Tech che importiamo, in esclusiva, dall’estero; esse permettono la pastorizzazione e la sterilizzazione delle conserve. Hanno in sé una bella carica di innovazione, e possono essere interessanti anche per le piccole realtà, come gli agriturismi, i ristoranti e così via; non solo: permettono alle industrie conserviere di sviluppare nuove ricette.

 

 

Di recente avete pubblicato sulla vostra pagina LinkedIn un post proprio sull’Autoclave TERRA Food-Tech da 150 litri. Davvero interessante.

In effetti sì. Il post riguardava quest’autoclave perfetta per le conserve, che è stata acquistata dalla conserveria Quattro Stagioni, con sede a San Marino; si tratta di un nostro cliente, che sino ad allora non aveva ancora approcciato la fase di sterilizzazione delle proprie conserve, e ciò ovviamente limitava il raggio di prodotti che esso poteva realizzare. Adesso, con questa autoclave, può studiare e realizzare nuove ricette basate sulla sterilizzazione, garantendo anche per questi nuovi prodotti il necessario livello di sicurezza alimentare.

 

La vostra tecnologia è una tecnologia per il benessere, che protegge le persone.

È così, infatti sono un po’ invidioso del fatto che non siamo noi a produrre quelle autoclavi. Ci sono tantissime piccole e medie realtà in Italia interessate al tema della sterilizzazione. È un business che sta crescendo molto, soprattutto a causa del Covid-19. Ci sono ristoranti, bistrot e agriturismi che si stanno convertendo alla produzione conserviera per aumentare il loro business e ridurre le eventuali perdite di fatturato dovute alla flessione del turismo; purtroppo a volte questo tema viene affrontato senza conoscere completamente i principi basilari della sicurezza alimentare.

Noi di Astori Tecnica cerchiamo non soltanto di vendergli tecnologia, ma anche di aiutarli a – mi si consenta l’espressione – “aggiustare il tiro”, spingendoli a fare pure un breve corso di tipo tecnico-applicativo che comprenda le buone pratiche di produzione e le corrette modalità di trattamento termico per ciascuna delle loro conserve, proprio allo scopo di scongiurare errori. Errori che possono danneggiare seriamente la salute dei consumatori, e procurare a questi bistrot, ristoranti, agriturismi ecc. gravi problemi legali, sia a livello penale che a livello civile.

 

Voi fate parte dell’ecosistema agroalimentare italiano, uno dei pilastri dell’export (e del tessuto produttivo) italiano…

È così, sì. Io credo molto nella qualità dell’agroalimentare italiano, e questo vale sia per le materie prime (i nostri agrumi, i nostri oli, le nostri carni e così via), sia per i prodotti alimentari e l’enogastronomia. Abbiamo davvero tante eccellenze, pensi solo al prosciutto San Daniele, al Parmigiano Reggiano, alla burrata, potrei andare avanti all’infinito. Ma queste eccellenze sono tali perché garantiscono un livello di qualità altissimo. E un ruolo decisivo lo svolgono gli istituti di controllo, specie pubblici, che si occupano di prevenzione e controllo su tutto il territorio nazionale. Il sistema italiano della qualità e della sicurezza alimentare è senz’altro un sistema che funziona molto bene.

 

Parliamo della sinergia con Eoptis. Come ha preso forma?

Dunque, noi distribuiamo i colorimetri Eoptis proprio per il settore agroalimentare. I vostri prodotti sono fortemente innovativi. Dapprima ci ha colpito il CLM-194. Grazie a esso siamo potuti entrare nel settore agroalimentare con uno strumento che ha caratteristiche particolari, vantaggi decisivi, anche dal punto di vista del prezzo, ma non solo; i suoi veri punti di forza sono le caratteristiche, e la flessibilità di impiego che offre. Poi è arrivato il CLM-196, un’evoluzione del CLM-194, e adesso grazie a questi due prodotti possiamo soddisfare in pieno le richieste di misurazione del colore di tutto il comparto agroalimentare.

 

 

Perché un’azienda agroalimentare può essere interessata alla misurazione del colore?

Per dare uno standard al proprio prodotto alimentare, o magari a una confezione che si vuole sempre dello stesso colore. Nel campo lattiero-caseario, che come dicevo prima è strategico per noi, l’analisi del colore permette di verificare e ottimizzare il punto di bianco tipico dei latticini. Certo, altri tipi di analisi hanno un carattere di maggior urgenza, per esempio quelle sulla sicurezza alimentare.

 

Tuttavia la misurazione del colore ha un grande potenziale per le aziende che vogliono non solo offrire, ma far percepire al consumatore l’alto valore del loro prodotto. Senta, lei cosa apprezza di Eoptis?

Il forte grado di innovazione, e lo sforzo di offrire sempre un prodotto personalizzabile e assai competitivo (non solo dal punto di vista economico, lo ribadisco). Quando abbiamo chiesto a Eoptis di fornire il loro primo colorimetro, il già citato CLM-194, con un oculare dalle caratteristiche su misura per le nostre esigenze, loro lo hanno fatto davvero rapidamente. Sono sempre stati in grado di rifornirci in tempi record, hanno una forte spinta per l’innovazione e soprattutto un grande amore per il loro lavoro.

Luca Clementel, che è stata la persona con cui noi di Astori abbiamo trattato fin dall’inizio, incarna tutto ciò: la voglia di innovare, di essere flessibile, di comprendere i partner e i clienti, e tutte le esigenze che possono avere, ad esempio il grado di personalizzazione necessaria. Ecco, Luca è davvero una persona in grado di capire chi ha di fronte, e di adattare la proposta commerciale all’interlocutore. È senz’altro una persona eccezionale da questo punto di vista.

 

Quando è iniziato il rapporto con Eoptis?

Circa sei anni fa, e da allora il rapporto ha sempre proceduto su un binario di collaborazione e stima reciproca.

 

Quali sono le prossime sfide e i nuovi obiettivi dell’azienda?

Sicuramente una sfida sarà riuscire a tenere il passo con le produzioni cinesi e con i mercati asiatici. In generale ci sono regioni, nel mondo, dove la manodopera costa molto meno e che possono creare prodotti assai simili ai nostri, offrendoli a prezzi più bassi. E purtroppo, in questo momento storico, alcuni clienti guardano più al prezzo che alla qualità. Ecco, reggere il passo di questa ondata di nuovi produttori a basso costo potrebbe essere davvero una sfida. Certo, il produttore a basso costo quasi mai riesce a offrire il supporto tecnico-applicativo, o post-vendita più in generale, che riusciamo a offrire noi, e questa è la chiave per il successo in un ambiente così tecnico com’è il laboratorio di analisi o la produzione agroalimentare o farmaceutica.

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