Le tecnologie per la visione stanno conoscendo un boom senza precedenti. Il solo mercato della visione artificiale vale più di 23 miliardi di dollari, ma nel giro di pochi anni dovrebbe superare i 60. Le applicazioni delle tecnologie per la visione sono infinite: dal biomedicale al design, dall’automotive all’aerospaziale, dall’agricoltura di precisione al packaging. In altre parole ogni ambito della vita quotidiana e dell’economia può trarre beneficio dalle tecnologie per la visione. E se in Asia e in Nordamerica a guidare l’accelerazione di questo settore così strategico sono i grandi colossi tecnologici conosciuti pure dai non-addetti ai lavori, in Europa le tecnologie per la visione possono contare su una costellazione di grandi, ma soprattutto medie e piccole imprese altamente specializzate, come la stessa Eoptis.
Ogni due anni a Stoccarda, nel ricco Land del Baden-Württemberg (che quest’anno potrebbe crescere persino del 2% o più, dopo due anni non facili), si tiene Vision, la fiera di riferimento internazionale nelle tecnologie per la visione. Il focus è sulla visione artificiale, così come sull’ispezione colorimetrica, sulla misurazione oggettiva, sull’imaging iperspettrale, sul controllo in linea e via discorrendo. Si tratta di temi strategici per Eoptis. Ecco perché la tech company, attraverso i due soci cofondatori Daniele Covi e Luca Clementel, è in missione alla fiera. L’ingegner Clementel ci fornisce ulteriori dettagli.

Che atmosfera si respira a Vision, ingegner Clementel?
Buona, anzi dire ottima. Per noi di Eoptis esserci è davvero importante. Da un lato si tratta di una preziosa opportunità di aggiornamento tecnoscientifico, e confronto con i colleghi da tutto il mondo, specialmente i colleghi europei. Dall’altro è un modo per capire meglio dove va il nostro settore, e comprendere meglio quali sono le soluzioni e le tecnologie che catturano di più l’interesse dei buyer internazionali. In altre parole, è un reality check. E in Eoptis ci piace essere pragmatici.
Da quali paesi provengono gli espositori?
In primo luogo dal paese ospite, cioè la Germania. Ma ci sono anche molti attori dal Giappone e dal resto dell’Asia orientale, dal Nordamerica e da Israele, oltre che dal Regno Unito, dalla Francia, dall’Italia e da altri paesi europei.
Vision ha cadenza biennale. Quest’anno è più grande e affollata dell’edizione del 2024. Come mai?
Negli esseri umani la vista genera oltre l’80% dei collegamenti con il mondo esterno. E in un mondo sempre più automatizzato e basato sull’informazione, diventa evidente l’importanza delle tecnologie per la visione. Per rendere più efficiente un sito produttivo, ad esempio, o per ridurre il consumo di acqua e agrofarmaci in agricoltura. Alla fine, in Germania come in Cina, in Italia come in Canada vogliono tutti le stesse cose: performare meglio, ridurre gli sprechi, garantire ai consumatori finali la qualità e la sicurezza che meritano.




